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Estrazione dell’indaco dalle foglie

Un colore prezioso

Il blu è forse il colore che più affascina i tintori. Si nasconde sotto il verde della clorofilla delle foglie nelle piante indigofere e salta fuori solo dopo una lunga macerazione e ossigenazione in acqua alcalina. La sua storia non è meno importante e vi rimando ai molti libri pubblicati.

Il colore è prezioso e costoso perchè è presente in concentrazioni basse nelle foglie e quindi sono necessari grandi quantità di pianta per riuscire a tingere, non solo! Non si possono conservare le foglie per tingere in un secondo momento, ma bisogna lavorare con l’estratto.

Per estrarre il pigmento dalle foglie…

Il primo passaggio è quindi la raccolta delle foglie e la macerazione al sole sommerse nell’acqua. Sia il guado che la persicaria si raccolgono da giugno a settembre quando il sole scalda di più. Dopo qualche giorno l’acqua diventa marrone-beige  e le foglie perdono consistenza.                                                                  ( Ti interessano i semi?)

Si tolgono le foglie strizzandole e si inizia il processo di ossigenazione. durante il ricircolo del liquido si aggiunge la base forte (soda caustica) per alzare il pH. Il colore cambia da verde-marrone a blu nero. La schiuma da bianca diventa blu.

A questo punto il pigmento diventa insolubile e se si ferma il processo di ossigenazione, precipita sul fondo del recipiente.

Finalmente il Blu

Si può scegliere di proseguire togliendo l’ossigeno per tingere, oppure si procede con la filtrazione e la raccolta del pigmento.

Ti piacerebbe rifare quest’esperimento insieme? Guarda qui!